Uno Xenobot dal progetto dell’intelligenza artificiale alla realizzazione. In verde le cellule di epidermide di rana, in rosso quelle del muscolo cardiaco

Intelligenza Artificiale, Etica e Politica Industriale

Gli Xenobot sono robot grandi meno di 1 millimetro, costruiti con cellule di embrione di rana e progettati con l’intelligenza artificiale.
Sono il risultato della ricerca congiunta di un dipartimento universitario di biologia e di uno di informatica. Il dipartimento di biologia ha messo le conoscenze sulle cellule e la capacità di combinarle tra di loro. Il dipartimento di informatica ha creato algoritmi di intelligenza artificiale in grado di creare forme di robot che sfruttino le diverse caratteristiche delle cellule per fargli compiere le azioni desiderate.

Ne sono venuti fuori dei robot composti da 2 tipi di cellule, quelle dell’epidermide della rana per dargli struttura e quelle del muscolo cardiaco per dargli movimento. Tra il centinaio di forme individuate dagli algoritmi, i biologi hanno scelto le poche che riuscivano a produrre con microscopio e pinzette e hanno creato manualmente i primi esemplari.

I diversi progetti di Xenobot in grado di compiere movimenti elaborati dall’intelligenza artificiale, con quelli selezionati perché facili da produrre in laboratorio

Da test in laboratorio, gli Xenobot inseriti in un vetrino con delle piccole particelle di sporco tendono a spostarle e ad accatastarle. Una applicazione futura potrebbe essere la pulizia dei mari, con gli Xenobot che ammassano le particelle di plastica creando ammassi più grandi che possono essere estratti dall’acqua. In ambito medicale, Xenobot costituiti da cellule di un paziente potrebbero grattare le arterie, rimuovendo le placche che le occludono. Alcune forme di Xenobot riescono a portare del materiale, inseriti in un paziente potrebbero consegnare farmaci con precisione nei punti in cui devono agire, rendendo possibili nuove cure per malattie come i tumori.

L’Etica e le Responsabilità delle Aziende

Gli Xenobot muoiono dopo 10 giorni. Alla domanda sul perché, i ricercatori hanno risposto che non hanno incluso cellule dell’apparato digerente e quindi i robot non possono incamerare nuova energia, una volta consumata quella disponibile all’interno delle loro cellule si spengono. I ricercatori hanno anche scelto di non mettere cellule dell’apparato riproduttivo e i robot non si riproducono. Su queste scelte, hanno detto, non possono decidere da soli ma c’è bisogno di un dibattito più ampio.

Gli Xenobot, costituiti da cellule viventi, sono in grado di ripararsi da soli

Gli Xenobot mettono in evidenza il tema dell’etica in un mondo in cui possiamo fare nuove cose grazie all’intelligenza artificiale. Quando si parla di etica si pone l’attenzione sui pregiudizi (bias) dell’intelligenza artificiale, cioè se l’intelligenza artificiale fa ciò che vorremmo. Questi sono i problemi del corretto funzionamento dell’intelligenza artificiale e si possono risolvere con la tecnica. Gli Xenobots fanno emergere nuove domande, alcune a cui vorremmo anche non aver mai dovuto pensare, se sia giusto utilizzare la tecnologia per scopi nuovi come costruire oggetti a partire da cellule viventi. E queste domande, non essendo tecniche, sono più difficili da affrontare. Sono domande a cui auspicabilmente risponderà la politica a seguito di un dibattito della società civile. Ma nella situazione attuale, in cui la politica non è preparata e la società civile non sempre fa gli sforzi necessari per approfondire tematiche difficili, le decisioni finiscono per essere in capo alle aziende a cui stiamo, anche loro malgrado, demandando la responsabilità. Anche il non decidere, o demandare le decisioni ad altri, è di per sé una decisione e chiedere al mercato di darsi da solo delle regole e scegliere il meglio per la società è una pratica inusuale.

Intelligenza Artificiale, Lavoro e Politica Industriale

La ricerca delle università del Vermont e Tufts è stata finanziata dal DARPA, l’agenzia militare americana per la ricerca e sviluppo, ai cui investimenti dobbiamo internet e le interfacce grafiche dei computer. Finiti i finanziamenti pubblici, le 2 università stanno cercando nuovi fondi da privati e partner industriali con cui progettare i primi macchinari per costruire Xenobot.

Gli Xenobot costruiti in maniera artigianale, in attesa di sviluppare macchinari specializzati

Dal punto di vista aziendale, gli Xenobot hanno la rischiosità e le opportunità tipiche delle innovazioni. Prima di uscire dal laboratorio e diventare un applicazione concreta potrebbero scoprirsi criticità che li bloccheranno sul nascere. Oppure possono diventare la tecnologia di scelta per molte applicazioni medicali e industriali, creando nuovi mercati e sostituendo alcuni degli esistenti.

La ricerca sugli Xenobot è fatta in America, dove si sono create le condizioni e le competenze. Le aziende americane che costruiscono macchinari hanno un vantaggio su quelle europee, dove il settore dei costruttori di macchine in paesi come Italia e Germania costituiscono eccellenze mondiali. Con un oceano di distanza è difficile venire a contatto con queste novità e sarà molto più semplice per i potenziali partner americani stringere accordi con i ricercatori e creare nuove applicazioni e mercati.

Investire in intelligenza artificiale è una scelta di politica industriale che avrà ricadute significative su economia ed occupazione. L’intelligenza artificiale cancellerà o ridurrà l’impiego di alcuni lavori. L’intelligenza artificiale, che è una general purpose technology, cioè una tecnologia come l’elettricità o la scrittura che ha applicazioni in tutti i settori, creerà allo stesso tempo settori e lavori del futuro. I Governi che investiranno in intelligenza artificiale creeranno ecosistemi pieni di innovazioni come gli Xenobot da cui emergeranno i nuovi business per i Paesi, facendo la differenza tra una economia in crescita ed una in declino.

Per un approfondimento sugli Xenobot consiglio questo video, da cui sono anche prese le immagini dell’articolo, tratto dal Research and Applied AI Summit 2020 https://www.youtube.com/watch?v=tQ7i5DPwByo

CEO and Chief Data Scientist at Optimist AI, bringing innovation to sales through Big Data. The future is bright.

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